Il Poggiarello | Diamo voce ai sommelier
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Diamo voce ai sommelier

Ho sempre pensato questo, che il fine primo dell’arte sia quello di elevare: lo spirito, la mente, la per­cezione che si ha del nulla e del tutto.

 

Se ci pensate, non senza un velo d’ironia, il fine ultimo del vino non è poi tanto dissimile. Esso è, a tutti gli effetti, una vera e propria espressione d’arte, e come tale è preceduto da un atto di creazione. Un atto che accomuna molte forme d’arte, apparentemente dissimili tra loro, per la consecuzione di un unico obbiettivo: la narrazione di una storia.

 

Che ci crediate o meno è questo quello che fanno le Famiglie Ferrari e Perini da un po’ di tempo a questa parte; narrare la propria storia per mezzo dei vini.

 

Essi sono dotati di un’anima, un sentore, un corpo e un colore ben definiti tanto da delineare un carat­ tere, una personalità, che può, a sua volta, essere tradotta per immagini. Variegate metafore, elaborate dal Sommelier Fabio Boni, ne definiscono i volti e simpatici rimandi conferiscono una maggiore familiarità in modo tale che tutti possano avvicinarsi alla vera essenza di un vino.

 

Ed è qui che nasce l’idea.

 

Da sceneggiatore, quando ho udito per la prima volta le singolari introduzioni di Fabio ai vini sapevo già quel che avrei dovuto fare.

 

Avrei dovuto mettere ognuno di noi nelle condizioni di vedere, con i propri occhi, quelle metafore prender forma. Avrei dovuto inserirli in un contesto ben preciso, un luogo oltre le colline che quasi per incanto li conserva animati, personificati.

 

Avrei dovuto scrivere una storia nuova e vecchia allo stesso tempo, dove un protagonista senza nome avrebbe rappresentato ognuno di noi… ma soprattutto tutti coloro che in preda alla frenesia della quo­tidianità spesso e volentieri dimenticano le proprie passioni, origini e, cosa ancor più grave, i sogni. Certo, l’ambizione di creare un cortometraggio a fumetti che sapesse dar vita a tutto questo non era da sottovalutare, ma le matite, gli inchiostri, le mezzetinte e i pennelli dell’amica Ludovica Ceregatti sono state in grado di sopperire alla mancanza di cineprese, luci e attori che costituiscono l’anima di un set cinematografico.

 

Parimenti, l’amico e collega Vezzali mi ha dato man forte alla regia, facendo si che il tutto assumesse la dovuta forma armonica. Marco Della Verde ha dato voce ai nostri personaggi e Daniel Manfredi l’elegante resa grafica.

 

Insomma, un team che ha supportato fino all’ultimo questo prezioso e sicuramente innovativo con­nubio d’arti.

Ma soprattutto, un caloroso ringraziamento va alle Famiglie Ferrari e Perini per aver creduto nel potenziale insito in questa idea.

Quel che avete tra le mani è un’idea nuova, unica nel suo genere. Un ponte che rafforza un atto crea­tivo, protratto unicamente per mezzo della passione.

 

A voi, cari lettori, l’augurio di poter godere di quei sapori e colori che tanto ci hanno ispirato.

 

Paolo Maini (Maggio 2015)