Il Poggiarello | Storie di vini e spaghi
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Storie di vini e spaghi

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L’idea dello spago è nata dalla volontà di dare massimo risalto ai due vini tipici di Piacenza: il Gutturnio e l’Ortrugo. Il Gutturnio è ottenuto dall’unione di Barbera a Bonarda; il suo nome deriva da un boccale d’argento chiamato Gutturnium, di circa due litri di capacità, ritrovato a Veleia Romana nel 1878, utilizzato dagli antichi romani per bere il vino. L’Ortrugo, vitigno autoctono piacentino, deve il suo nome all’espressione “altruga”, detto dialettale che significa ‘altra uva’, ossia diversa da quelle allora più note, indicando un vitigno più che altro utilizzato come uva da taglio. Il miglior modo per apprezzare questi vini, è quello di berli nella loro versione frizzante. Il motivo è semplice: le tradizioni culinarie del territorio richiedono un accompagnamento fresco e “pulente”, frizzante e sgrassante. Quindi quale abbinamento migliore ad un piatto di salumi piacentini? Un ortrugo frizzante servito fresco! Nonostante i vini frizzanti siano difficilmente apprezzati, abbiamo deciso di dare nuova luce ai due nostri prodotti di rappresentanza, e così sono nati gli spaghi: Gutturnio e Ortrugo quindi vengono rappresentati nelle loro vesti ufficiali, della tradizione. Bottiglia bassa e tozza, e cosa più importante la chiusura del tappo con lo spago. Il tappo con lo spago ha un significato: nella tradizione infatti una volta imbottigliato, il vino ha una seconda fermentazione e così ha nuova vita. Ecco quindi che con la luna di primavera, la dolcezza viene sovrastata da una spiccata acidità.